Ciao Steemians!


Preparatevi perché in questo articolo vedrete alcuni luoghi quasi inaccessibili in quanto ammirare ciò che si trova dentro le mura di questo Castello é assai raro, questo evento accade soltanto una volta l'anno e la sua storia ha qualcosa di veramente duro da digerire.





Qualche anno fa avevo provato ad andarci dopo un paio di ore di camminata tra sentieri partendo direttamente da casa, ma con rammarico l'ho trovato chiuso al pubblico a causa della sua struttura pericolante.




Il portone d'entrata


Poco più di un mese fa, durante la festa del vischio, con mia grande sorpresa e felicità é stato aperto a tutti coloro che avessero voluto visitarlo con tanto di guida che ci ha raccontato buona parte della sua storia recente e passata.




Il ricetto


Mi sono fatto una vera e propria cultura a riguardo grazie alla guida, la quale si diceva letteralmente innamorata di questo posto, considerandolo addirittura una amico al quale raccontare i suoi più profondi segreti (non sto scherzando, sono state le sue letterali parole).





Ho avuto inoltre l'opportunità di assistere, in compagnia della mia compagna e mia madre, ad alcune danze di ballerini improvvisati guidati dal duo musicale "Enbe", composto da violino e fisarmonica.

Ecco a voi qualche video con panoramica dal e del Castello e le danze folkloristiche!






Il ricetto, la parte senza edifici che si trova appena dopo l'entrata, all'interno delle mura che prende il proprio nome dalla parola "rifugio", ha accolto tutti i curiosi ed interessati sia alle visite che alla musica.


La Cappella


Interno della Cappella



Si trova a Saint Denis, in Valle d'Aosta, le analisi svolte finora alle strutture ritrovate al suo interno sostengono che risalga all'anno 1027.





Questo maniero ha al suo centro una torre e attorno ad esso alcuni edifici, ora quasi in completa rovina. Posizionato su un'altura di 780 metri, sovrasta Chambave, il paese sottostante.


Le montagne al centro le tre signore di Challand



In fondo alla vallata si può intravedere la città di Aosta


Il biancore che vedete in basso sulla vallata potrebbe sembrare neve, in realtà é ghiaccio, in quanto durante i mesi invernali i paesi esposti a sud ricevono pochissima luce solare


A destra vedete il monte Emilius


Da lassù si riesce a vedere gran parte della vallata, da Aosta a Saint Vincent (le quali distano 25 chilometri di distanza l'una dall'altra), oltre che a buona parte della catena montuosa alpina che avvolge la regione con la superficie minore di tutta Italia.






Una vista spettacolare e soprattutto un ottimo posizionamento strategico in caso di attacchi ostili, fattore fondamentale in passato.





Il suo ricetto, antistante alla torre centrale del quale vi ho parlato poco fa, serviva ad accogliere gli abitanti del paese in caso di necessità come attacchi ostili e guerre, essi potevano raggiungerlo in pochi minuti a piedi tramite alcuni sentieri che lo collegano al centro paese.





Originariamente fu un "regalo" della famiglia Savoia a quella degli Challand del ramo dei Cly. La famiglia Savoia se riappropriò anni dopo a causa di dissapori con uno dei membri della famiglia ma anche perché era situato in un ottimo posizionamento bellico.





La famiglia dei Cly é stata spesso descritta come sanguinaria, nonostante fossero imparentati erano i "rivali" della più nota e rinomata famiglia Challand, potente famiglia valdostana da molti secoli.





Non é tuttora certo se questa spregevole etichetta fosse stata loro attribuita soltanto per farli sfigurare nei confronti dei cugini più celebri. Sono stati ritrovati alcuni registri spese in ottimo stato riguardanti il rifacimento dei tetti, dell mura e per l'acquisto della legna, quello più dispendioso però era quello dell'acqua corrente, grazie alle tubature in legno che si usuravano con estrema facilità.





Dopo alcuni passaggi di proprietà fu definitivamente abbandonato nel XVII secolo e il suo declino fu inevitabile. Si possono ancora trovare in buono stato la torre centrale, chiamata anche "mastio" (attualmente alto 18 metri e costruito in differenti periodi storici), la cappella, le cucine, le stalle, il corpo di guardia e l'abitazione del castellano.





Impossibile visitare gli interni dei pochi edifici rimasti, se non per quelli non dotati di porte ed in preda alle intemperie. Fu utilizzato durante i secoli come prigione, in quanto era il centro amministrativo e giudiziario della signoria, é legato soprattutto ad eventi nefasti, come la caccia alle streghe, un pratica per noi uomini del nuovo millennio senza alcun senso ma che purtroppo all'epoca era spesso praticata.





Johanneta Cauda fu la prima donna accusata di stregoneria in quest'area alpina, venne accusata di aver mangiato i nipoti assieme ad un'amica. Venne incarcerata all'interno della torre per 71 giorni prima di essere messa al rogo nei pressi del maniero l'11 agosto 1428, giorno di San Lorenzo, il quale é il patrono del borgo. Da quel giorno nacque l'usanza del castellano di fornire gratuitamente legna e cespugli per il rogo.





Il tour virtuale é quasi terminato spero che, grazie anche alle foto che ho scattato ed i video che ho girato, abbiate abbiate potuto apprezzare questa località che personalmente ho trovato semplicemente affascinante e in parte anche un po' inquietante!


Il tetto ricostruito in cemento della Cappella






Grazie per aver letto e guardato, un grande abbraccio ed a presto!


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